Crescita boom dell'economia in Romania...

La situazione macroeconomica della Romania è fortemente positiva, e di sicuro possiamo considerarla la più forte in Europa per quanto riguarda il PIL, il deficit fiscale, il debito pubblico, e le pressioni inflazionistiche. Proprio per via di tutti questi fattori ci si aspetta a breve un innalzamento delle valutazioni da parte delle principali Agenzie di Rating internazionali. La forte ripresa della crescita economica in Romania è basata su consumi e investimenti (sopratutto stranieri...), unitamente ad altri fattori che spingono il Pil verso l'alto, come per esempio l'aumento dei salari reali, bassi tassi di interesse, bassi costi energetici, e la generale riduzione dell'IVA, sopratutto quella inerente i prodotti alimentari (ora al 9%).
Quello che più impressiona fra i vari dati macroeconomici della Romania è il PIL, che nel 2017 è stato del 6.1%, oramai prossimo al Pil della Cina!
Se si pensa che iol PIL della Germania (la locomotiva d''Europa...) è stato del 2.2% nello stesso eservizio fiscale, si può ben comprendere quale sia lo stato di salute e di crescita positiva dell'economia rumena!

Regime fiscale competitivo

CRESCITA VERTICALE DEL PIL!

La crescita economica ha cominciato ad impennarsi dal 2013, guidata dalle esportazioni e da una forte crescita nella produzione industriale fra il 2013 ed il 2015. A seguire, nel 2014 e nel 2016 si è verificata una graduale ripresa della domanda interna, con il PIL reale balzato al 6.1% nel 2017 (era stato del 4,9% nel 2016...), grazie all'aumento dei consumi interni ed al recupero degli investimenti. Secondo Eurostat, nei prezzi correnti, il PIL nominale è superiore a 160 miliardi di euro. Per quanto riguarda la produzione, la crescita è stata alimentata dal recupero di due importanti settori: costruzione e industria. Per quanto riguarda invece la domanda interna, si registra un forte aumento del consumo e degli investimenti privati a causa dell'incremento dei salari e degli incentivi fiscali.


FLUSSI INVESTIMENTI STRANIERI

Nel 2015, il flusso netto degli Investimenti Stranieri (FDI) è stato pari a 3.461 milioni di euro. Il flusso netto FDI si è formato principalmente grazie al commercio (1.000 milioni di euro) ed alla intermediazione finanziaria ed assicurativa (926 milioni di euro). Flussi significativi sono stati registrati anche nel settore manufatturiero (745 milioni di euro), che ha creato enormi benefici anche all'indotto, in primis i trasporti (532 milioni di euro), prodotti petroliferi, prodotti chimici, plastica, macchinari ed attrezzature (183 EUR Milioni ciascuno) e la produzione di sistemi informatici, elettronici, ottici e elettrici (133 milioni di euro).

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